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SIMONA c
Quasi economista
per titoli e informatica per mangiare (ma soprattutto
per fare mangiare e bere gli amici) è conosciuta dai più
a Roma come "Regina del Pizzocchero Valtellinese",
"Contessa della Polenta Pasticciata"
e "Gran Duchessa del Fara Doc".
Piemontese di nascita
e "spirito" (soprattutto per una secolare discendenza
da incalliti viticoltori e vinificatori del novarese), morigerata,
composta e ben educata, all'inizio del secolo a Torino inizia
a frequentare uno strano gruppo di facinorosi
capeggiato da un (già allora) sedicente economista ciuccia-ossa-di-pollo.
Complice l'ambiente monarchico di Moncalieri,
aderisce alla lotta per la conquista dei litorale ostiense e per
la somministrazione gratuita di tutte le sostanze alcoliche. Due
mesi dopo, a capo di una squadra di millemila valorosi piemontesi
e veneti, parte alla volta di Roma ad emulazione
dell'impresa garibaldina: evitando di passare per Marsala (e di
perdere sul campo i suoi migliori accompagnatori) conquista la
capitale e vi si stabilisce.
La contaminazione romana la
rovina definitivamente: in cucina sostituisce il burro con l'olio
e comincia persino ad apprezzare il succo di pompelmo.
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La
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